Cose che succedono?
Arriva oggi una segnalazione da una ragazza catanese; ho tolto i riferimenti al nome, lasciando le iniziali:
Salve
mi chiamo G. M.,vivo a Catania, e desidero raccontarvi quanto successo ieri pomeriggio in piazza Università.
Ieri, intorno alle 18,20 mi trovavo seduta al caffè prospiciente la piazza con un amico, e alla mia sinistra, seduti sui gradini delle vetrine del negozio Benetton, c’erano alcuni ragazzi con dei cani, che chiedevano offerte ai passanti.
Il gruppetto era così composto (per semplificare assegneremo a ogni persona un numero, per facilitare la narrazione degli eventi:) un ragazzo (n.1) con due cani meticci, di taglia media e con collare e guinzaglio, legati a un palo vicino al padrone; un altro (n. 2) che teneva in braccio un cane di taglia piccola, e una terzo ragazzo (n.3), seduto accanto agli altri, con due cani, uno marrone con la testa quadrata e uno bianco e nero, entrambi di taglia media e con collare e rudimentale guinzaglio.
I tre ragazzi, con i loro cani, animali decisamente tranquilli, giocosi e di buon carattere, sono soliti sostare in quell’angolo della piazza, senza infastidire i passanti: io stessa, più di una volta, ho dato loro qualche spicciolo.
Ma, intorno alle 18,30, un quarto ragazzo (n.4), in evidenti condizioni alterate, si è avvicinato al ragazzo n. 3 e, dopo averlo provocato verbalmente, è passato alle vie di fatto. Naturalmente, i due cani hanno cominciato a difendere il padrone, abbaiando e saltellandogli intorno.
Ad un certo punto della rissa, i cani erano dietro il loro padrone, che si stava difendendo, ed entrambi erano con le zampe anteriori poggiate sul loro padrone, nell’evidente tentativo di difenderlo.
Sfortunatamente, in quel momento un vecchio signore è passato vicino alla rissa, e uno dei cani, istintivamente, si è girato e lo ha graffiato con le zampe anteriori.
Nel frattempo erano intervenute le forze dell’ordine: una pattuglia appiedata formata da un poliziotto e tre militari dell’esercito, almeno tre gazzelle della polizia, una macchina civetta, una pattuglia di “Falchi”. In seguito arriveranno ma non si fermeranno altre pattuglie di Vigili Urbani e Carabinieri.
All’arrivo delle forze dell’ordine, il ragazzo n.1, non coinvolto nella rissa, ha slegato i suoi due cani e si è allontanato con loro, mentre il ragazzo n. 2, con il suo spaventatissimo cagnolino, è rimasto seduto esattamente dov’era, abbracciando il cane.
Separati i due litiganti, e posti a sedere ai lati opposti dell’angolo della piazza, mi si è avvicinata una signora, che come me si trovava al bar, e mi ha manifestato la preoccupazione che, a causa della lite tra i due ragazzi, ci andassero di mezzo i cani.
Così ci siamo decise ad avvicinarci alle forze dell’ordine, per farci identificare, raccontare la nostra versione dei fatti e perorare la causa dei due animali, che nel frattempo si erano sdraiati vicino al padrone, ed erano tranquillissimi, tanto che quello marrone si era disteso di fianco per farsi accarezzare la pancia. Le nostre richieste però sono rimaste inascoltate: non ci hanno identificate come possibili testimoni.
Intorno alle 19 è arrivata la macchina dell’AIPA, una normalissima macchina, non attrezzata quindi al trasporto dei cani. A questo punto i due cani, uno alla volta, sono stati presi per i loro guinzagli, e docilmente si sono fatti rinchiudere nel PORTABAGAGLI della macchina, peraltro ingombrato da coni di plastica, utilizzati per la segnaletica stradale.
Inoltre gli agenti si sono avvicinati per prendere anche il cagnolino piccolo, che stava tranquillo tra le braccia del suo padrone, ma il pronto intervento di una ragazza, che ha tolto dalle mani del poliziotto il cagnolino e si è prontamente allontanata.
Questi i fatti. Ma sorgono spontanee alcune domande:
- se il cane marrone (quello che ha graffiato il vecchio signore) è un cane mordace, come mai l’aggressore del padrone dei cani è rimasto illeso?
- Perché portare via tutti i cani, compreso quello minuscolo? Il ragazzo n. 2 è rimasto tranquillo sul posto per tutto il tempo, perché non affidarglieli?
- Come mai è stato ritenuto opportuno chiamare l’AIPA anziché l’ASL di competenza, come previsto dalla legge, e in considerazione che il veicolo suddetto non è attrezzato per il trasporto degli animali?
- Perché, infine, non è stata raccolta la nostra testimonianza?
Vi scrivo quindi con la speranza che venga compiuta ogni possibile azione per la salvezza dei due cani, e mi metto a disposizione per quanto riterrete sia utile.
In fede
G.M.

Tag:aggressioni, AIPA, allarmismo, catania

Gen.mo G.M. ho letto la sua storiella e mi dispiace per povero vecchietto. Ma noto che la sua fermezza del triste episodio si conclude esclusivamente con la contestazione del mezzo dell’A.I.P.A. Allora le spiego: l’Honda grigia dell’A.I.P.A. è un mezzo abilitato al trasporto degli animali. Iscritta al registro della USL 3 o ASP. all’interno del mezzo vi stazionano:
1) Computer contenente il data base dell’anagrafe canina;
1) attrezzature atte alla cattura chimica;
1) attrezzature atte alla cattura manuale;
1) attrezzature atte per l’espletamento dei servizi notturni.
1) medico veterinario.
1) personale altamente qualificato alla cattura di cani morsicatori, feriti e/o traumatizzati.
Pertanto, prima di contestare l’operato altrui la invito a prendere informazioni. Egr. Sig. G.M.