Cani a tavola? No, grazie.
Avete visto questo video e avete riconosciuto il cane, il vostro o quello di qualche amico e conoscente? Male, molto male. Suppongo che sarete più che irritati dallo sguardo pietoso e dalla continua questua del vostro peloso, che non si ferma finché non gli date qualcosa. Beh, in questo caso c’è una sola soluzione: blindare orecchie e cuore e porre riparo a un difetto caratteriale indotto da noi.
Leto è tranquillo da sempre riguardo al cibo, invece Minerva, detta idrovora, e Algernon, detto il buco nero, molto volentieri prenderebbero posto a tavola accanto a noi (o sopra, o sul piatto addirittura). Sin dall’inizio abbiamo gestito l’affaire pranzo/cena degli umani ignorandoli. Nemmeno il più piccolo sguardo, restare sordi ai pigolii, nemmeno un gesto verso di loro.
Importantissimo non dare retta sì, ma anche non sgridare: ogni gesto che vi distoglie dalla vostra cena e sposta l’attenzione sul cane rischia comunque di apparire come una gratifica. “Ehi, ho fatto giusto, mi sta guardando ora!” e entrerete in un tunnel di capricci e follie proprio mentre cercate di godervi il vostro pasto in santa pace. Dopo un po’ di tempo – ragionevolmente un paio di settimane – cominceranno a stare sdraiati da qualche parte comunque intorno al tavolo, amano stare con voi.
A questo punto noi abbiamo optato per una forma di ricompensa: se stanno tranquilli e sereni alla fine del nostro pasto vengono premiati con un po’ di frutta o una crosta di pane/pizza/qualcosa. Loro stanno tranquilli, e anche noi.
Certo, nonostante tutto sanno quando possono permettersi di questuare; ci sono nostri amici che, nonostante istruzioni ferree, passano ai bubbi qualcosa sotto il tavolo, per trovarsi in breve assediati da sguardi toccanti che sembrano dire “non ho maaaai mangiato in vita mia, giuro!” e che fanno sentire in colpa ad ogni morso.
Beh, io vi ho avvertiti, eh!

Tag:cane, cena, cibo, educazione, mangiare, pranzo, premio, questua, tavola

La mia Lilitha è perfetta: al massimo si avvicina, dà un’occhiata e se capisce che non c’è trippa per il cane si accuccia sotto il tavolo e ce la scordiamo fino a fine pranzo, quando la chiamiamo per darle un pezzo di bordo di pizza o di frutta, ma mai da tavola e solo se abbiamo finito di mangiare.
Grandi soddisfazioni con la piccola!
Il metodo Livia funziona.
Devilmiao mi si siede sempre accanto quando mangio. Personalmente non ho mai trovato brutta questa cosa, non mi sono mai fatto problemi a passargli qualche cosa dal mio piatto. Anche perché se non ho voglia mi basta far la voce grossa (da gioco, non da paura) e lui trotta lontano. Ma credo che sia diversa la situazione tra cani e gatti: i cani devono sapere sempre chi comanda, altrimenti tendono ad imporsi come capobranco (e diventare insopportabili e ingestibili), mentre il gatto non ha questa concezione gerarchica. Almeno credo.
Lilitha mica per niente è la nostra nipotona!
@Izzy: esattamente, il cane non deve mai percepire di poter “comandare”; il maschio ogni tanto ci prova, ma siamo abbastanza sensati da non cedere.
In casa però la regola vale per tutti, quindi anche il gatto non riceve nulla dal piatto: mi sembrerebbe tremendamente ingiusto dare a lui sì e agli altri no.