Sta per uscire nelle sale cinematografiche Bolt, un film d’animazione che ha, ancora una volta, un cane per protagonista. Nuovamente quindi la Disney cattura le simpatie di grandi e piccini con un’avventura a quattro zampe, con cani, gatti, criceti e piccioni (beh, gli ultimi non hanno proprio quattro zampe).
Abbiamo infatti innumerevoli esempi di animazione non solo Disney incentrata sugli animali: Lilli e il vagabondo, Galline in fuga, Charlie anche i cani vanno in paradiso, Oliver & Company, Chicken little, La carica dei 101, Brisby e il segreto dei Nimh, Ratatouille.
Perché si sa, gli animali fanno tenerezza e fanno sorridere, così antropomorfizzati come ci vengono proposti, caricature degli esseri umani che siamo.
Personalmente amo molto i film d’animazione, con qualunque protagonista effettivo. Mi piace la loro atmosfera, mi piacciono le storie, mi piace la moderna ironia di cui sono pervasi. Ma ogni volta che si programma un nuovo film a cartone sugli animali un po’ temo.
Ci sono dei cicli per l’abbandono degli animali: per i cani (le cui cucciolate in genere sono concentrate nel periodo intorno ad aprile ed in quello intorno a novembre) sono le vacanze estive e quelle di natale. Ma ci sono anche le occasioni straordinarie.
Avrete già capito che si tratta del trimestre successivo all’uscita dei simpatici, carini, teneri film. Che mostrano l’intelligenza, la forza, la simpatia, la dolcezza degli animali, ma che ovviamente non si occupano dei loro bisognini, delle loro esigenze e delle loro paure.
Così capita, purtroppo ancora oggi, che si pigli un cucciolo sull’onda emotiva del film, magari dietro insistenza dei bambini (e ricordo che un animale, soprattutto giovane, MAI dovrebbe essere affidato ad un bambino in via privilegiata: sono ambedue cuccioli incapaci di una corretta reciproca gestione).
Non è una predica, questo post. Solo un tentativo di dirvi, amanti degli animali, di tendere le orecchie e cercare di far capire agli amici, vicini, a chiunque visto il film si sia fatto cogliere dal desiderio di avere un cucciolo, che l’adozione di un animale qualsiasi (tartaruga, scoiattolo, gatto, cane, furetto, coniglio) non è un atto di volontà ma un atto di responsabilità.
Meglio che non conoscano casa piuttosto che venir presi e dopo qualche mese riportati indietro o, peggio, abbandonati.
Popularity: 4% [?]

