Addestramento sì o no?

Francesco Pavone, Flying black dog, addestratoreOggi chiacchieriamo con un addestratore iscritto all’Albo dell’ENCI e che opera nel distretto di Catania, Francesco Pavone.

Tutti i cani dovrebbero essere addestrati professionalmente?

Io preferisco parlare di educazione e sì, l’educazione dovrebbe essere affidata a persone competenti, che aiutino cane e padrone a gestire le dinamiche sociali. Fare affidamento sul caso o agire da autodidatti potrebbe ingenerare comportamenti sbagliati che sono poi difficili da correggere.

Da che età è opportuno iniziare e per quanto tempo?

Si può partire già con le puppy class, o socializzazione dei cuccioli (dai 3 ai 5 mesi), per passare al corso di obbedienza (tra i 6 e i 9 mesi). Superata questa fase, per cani e padroni portati all’attività si può scegliere poi lo sportivo. Non c’è un limite superiore di età, tutto dipende dal fisico e dall’interesse al gioco: non deve esserci nessuna coercizione.

Come ci si orienta tra le varie scuole, insomma come si sceglie un addestratore?

Esiste un Decreto Ministeriale, il 21/204 del MIPAF, che ha regolamentato e previsto l’Albo degli addestratori cinofili. Tale Albo in Italia è gestito dall’ENCI, che ha suddiviso le discipline in tre macrosezioni; cani da gregge, cani da utilità e da caccia. Quindi è consigliabile affidarsi ad uno di loro, benché l’iscrizione non sia una garanzia assoluta: capirete che è la persona giusta nella prima settimana dell’interazione col cane.

Se il cane è di età avanzata si può comunque portare da un educatore professionale? Cambia qualcosa tra meticci e cani di razza?

Certo, solo bisogna tener conto di una maggiore fatica nel modificare gli atteggiamenti radicati. Nessuna differenza tra razza o meno, in questo ambito tutto dipende sempre dall’indole del cane.

Infine: è possibile “recuperare” un cane traumatizzato con l’aiuto dell’addestratore?

In questo caso è meglio affiancare non solo un addestratore esperto ma anche un veterinario comportamentista con cui lavorare in equipe. Per i cani che hanno subito traumi emotivi gravi il recupero è comunque parziale, proprio in dipendenza dall’entità e dal tipo di trauma stesso.

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