Il gusto nei cani

Avendo un cane ogni tanto sorgono spontanee domande inconsuete, specie se si sta a diretto contatto e gli si dà un posto in famiglia. Coi problemi alimentari che abbiamo affrontato per Leto abbiamo sperimentato molte diete e cibi diversi; e loro hanno manifestato, ovviamente le loro preferenze, fornendo materiale per chiedersi come funzioni il senso del gusto nei cani.

Documentandosi da varie fonti apprendo che il gusto sarebbe un senso poco sviluppato, non selettivo, decisamente in secondo piano rispetto all’odorato; eppure ho l’impressione che non sia così, e vi dirò perché.

Prendete Leto: lui ama il pollo più della carne, ad esempio. Mangia le carote ma non i finocchi, non ama le verdure in foglia, mangia le mele e nessun altro frutto. La pasta scotta non gli piace affatto, il riso soffiato sì. Ogni volta che c’è un cibo nuovo, anche se l’odore lo tenta, prima gli dà una breve leccata: se è di suo gusto lo prende, se lo porta in un angolo e lo mangia piano piano.

Con Minerva le cose sono più semplici: mangia ogni tipo di cibo tranquillamente e senza fare storie. Però impazzisce letteralmente per alcuni, devo dire insospettabili, alimenti. I fagiolini, ad esempio. Ma anche, scoperta recente, i germogli di soia – che proprio eccellenti non sono. E le carote, i finocchi, le fragole. Comincio a chiedermi se sia vegetariana.

E i vostri cani, che gusti hanno?

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