Il canile di Trecastagni (Ct)

Stamattina di buon’ora sono andata, insieme a mio marito, a visitare il canile di Trecastagni, una struttura gestita da privati, appartenenti all’Associazione No-Profit Volontari della Croce Blu, che si occupano di dare un’accoglienza ai cani meno fortunati.

Nonostante la scarsità di mezzi a disposizione e i costi della struttura, che gravano interamente sulle spalle dei volontari, i vari recinti, spaziosi a sufficienza, sono puliti, riparati, con spazi per le “tane” di ogni ospite. Per ogni recinto ci sono uno, due o tre cani, a seconda dell’ampiezza e dell’indole di ognuno di loro, e in più hanno un’area dove scorrazzare, quando è possibile.

Questo non vuol dire però che il canile sia un buon posto per starci in permanenza. Per cui oggi ho scattato qualche foto dei cani che potrebbero andare in adozione. C’è tra loro solo un cucciolo, gli altri sono adulti, dai 2 ai 6 anni; so che i cuccioli fanno sicuramente più tenerezza, ma non è la tenerezza a dovervi muovere per adottare, quanto un sentimento di responsabilità.

Non ho visto scene patetiche né mi sono sentita dire frasi pietistiche: le donne che ho incontrato sono pragmatiche, forti, determinate e non vogliono, né io lo voglio, che le persone adottino un cane sull’onda di un sentimento di pietà o attirate dalla bellezza per poi ritrovarsi invece con un essere vivente con propri bisogni, richieste e necessità senza sapere che fare.

Non tutti infatti possono adattarsi alla vita in famiglia: dei circa 60 cani alcuni sono nati e cresciuti lì e non conoscono altra vita, per cui solo persone armate di pazienza ed esperienza potrebbero accoglierli come si deve.

Inoltre alcuni sono malati, hanno la leishmania, che è stata probabilmente la causa del loro abbandono. Ora, per chi non lo sapesse, la leishmania viene considerata l’AIDS dei cani: è cronica (raramente acuta), e può essere tenuta sotto controllo, se non del tutto bloccata, con le terapie esistenti (si lavora alla cura). Di questi non metto foto sapendo che è impossibile vengano accolti.

Queste foto sono quindi una selezione di quelli che potrebbero più facilmente e in modo indolore trovare accoglienza in una famiglia. Le femmine sono sterilizzate, dei maschi Giove è castrato.

Sono cani con una storia personale, di cui i volontari potranno darvi ogni riscontro possibile, sia a livello comportamentale sia più prettamente fisico, quindi non temete, anche solo per qualche domanda in più contattateci nei commenti.

Ah, quasi dimenticavo: gran parte dei cani di cui vedete le foto si sono subito avvicinati scodinzolando per farsi accarezzare e ricambiare con una leccata, quindi non sembra abbiano problemi con gli umani; qualcuno, invece, un po’ più pavido, si è avvicinato con lo stratagemma del biscotto…

Grazie ad Ale, Lucia e Tiziana che ci hanno mostrato tutto questo.

Edit: Una volontaria della croce blu ha lasciato il suo numero di telefono: 335-6771188. Potete chiamarla per avere informazioni.

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