Attenzione: gatto al guinzaglio!

GattoalguinzaglioSin dall’inizio Algernon ha manifestato un fortissimo desiderio di uscire con noi: durante la discesa dei bubbi canidi si metteva dietro la porta e restava lì dietro a piangere mentre eravamo fuori. Cercava di infilarsi nelle pettorine tubolari di Leto e Minerva, tentava di seguirci come poteva. Abbiamo quindi deciso di fare un tentativo.

Abbiamo ordinato via internet una pettorina tubolare (mi raccomando! le scapolari non funzionano coi gatti – e nemmeno coi cani, a onor del vero) e abbiamo fatto un tentativo in ambiente protetto. Siamo andati dall’addestratore di Leto e Minerva e, nel campo piccolo, abbiamo fatto una prova.

Dopo un paio di minuti di disorientamento, Algernon ha cominciato a trottare tranquillo dietro Leto, senza fare bizze o agitarsi. Si è anche agevolmente arrampicato su un albero (bassino, a dire il vero, ma era la sua prima arrampicata). Confortati da quest’esempio abbiamo deciso di portarlo con noi anche in un altro paio di occasioni.

Ebbene il guinzaglio sembra piacergli, e dà a noi la possibilità di stare tranquilli mentre siamo fuori con lui, senza doverlo tenere necessariamente nel trasportino. C’è da dire, però, che è un gatto particolare: ha fatto un paio di viaggi in macchina e tutte e due le volte ha dormito placido, o accucciato su Leto e Minerva o accucciato sulle mie gambe. È tranquillissimo con umani e cani, fin troppo, e affettuoso.

Gli amici già lo prendono in giro, dicendo che è un gatto canizzato… può darsi, ma se lui è felice così, perché no?

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