I bubbi | Cani da cuccia

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Famiglia

Con colpevole ritardo, ecco una foto di tutta la mia famiglia pelosa, in uno dei suoi tanti momenti di relax.

Questo scatto esprime molto dei loro caratteri: Algernon che fa finta di essere distratto ma sta attaccato agli altri, Leto incuriosito e attento, Minerva con lo sguardo coccolone.

Scritto il 28 gennaio 2010.

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Botti 2009 e bubbi

Anche quest’anno nel mio quartiere gli umani hanno dato sfogo ai loro istinti primordiali scatenandosi coi botti. Dimostrano lo stesso entusiasmo di un cavernicolo davanti al fuoco, un po’ stupidi e un po’ trogloditi, con l’aggravante che mentre la domesticazione del fuoco fu un fatto utile, l’uso dei botti è uno spreco di risorse pericoloso per sé e per gli altri.

In ogni caso, qui l’impressione era di vivere una sorta di guerriglia urbana, con esplosioni e fischi tanto improvvisi e forti da far sobbalzare anche me, figurarsi gli animali col loro raffinatissimo udito. Ognuno di loro, però, ha sopportato in modo diverso le 6-7 ore di rumori catanesi.

Minerva ha dormito, alzando la testa di tanto in tanto: ci guardava, si accertava che tutto fosse a posto, tornava a poggiare la testa sul suo plaid. Leto ha abbaiato davanti alla finestra, con un misto di rabbia e paura, il mio coraggiosissimo fifone. Algernon al primo botto è passato per tutta la casa alla massima velocità; lo abbiamo ripreso da sotto il letto con le unghie all’infuori che cercavano appiglio sul pavimento. Lo abbiamo tenuto accanto a noi e abbiamo cercato di farlo stare sereno, e dopo un paio d’ore stava meglio.

Inutile dire che mi auguro finisca presto questa barbarie e si capisca che festeggiare l’anno nuovo con entusiasmo non vuol dire infartuare gli altri animali, umani e non.

Scritto il 2 gennaio 2010.

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Attenzione: gatto al guinzaglio!

GattoalguinzaglioSin dall’inizio Algernon ha manifestato un fortissimo desiderio di uscire con noi: durante la discesa dei bubbi canidi si metteva dietro la porta e restava lì dietro a piangere mentre eravamo fuori. Cercava di infilarsi nelle pettorine tubolari di Leto e Minerva, tentava di seguirci come poteva. Abbiamo quindi deciso di fare un tentativo.

Abbiamo ordinato via internet una pettorina tubolare (mi raccomando! le scapolari non funzionano coi gatti – e nemmeno coi cani, a onor del vero) e abbiamo fatto un tentativo in ambiente protetto. Siamo andati dall’addestratore di Leto e Minerva e, nel campo piccolo, abbiamo fatto una prova.

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Scritto il 11 dicembre 2009.

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Il gioco

Per ora non mi viene tanto da scrivere: resto incantata a guardarli, a vedere come si comportano tra loro, cosa fanno ogni giorno. Questo è un assaggio dei loro giochi, del loro rapporto splendido:

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A proposito, Leto vocalizza, eh, lo mando a X factor?

Scritto il 24 settembre 2009.

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Pulizia mattutina

Ecco a voi il rituale del mattino di Algernon e Minerva:

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Scritto il 12 settembre 2009.

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La parola “Bubbo”

Cominciamo col dire che la parola “bubbo” non esiste. Esiste bubbola, esiste anche bubbolare. Bubbo è una parola inesistente,  quindi, ma significativa; diciamo che c’è chi la collocherebbe nella metasemantica: ha un suono simile a una parola italiana sensata, ma ci puoi mettere il significato che preferisci.

In realtà, poi, è più una onomatopeica “affettiva”: indica tutti gli animali di casa, con estensione anche sugli umani, per le loro caratteristiche positive. Bubbo è quindi Leto per il suo desiderio di coccole, Minerva per la pigrizia, Algernon per l’iperattività, tutti per la goffaggine. Dagli animali non-umani agli animali umani il passo è stato breve, tanto che ormai anche i nostri amici ci chiamano “I bubbi”. E per i più cari l’appellativo di rispetto è “zia bubba”.

Inoltre le caratteristiche positive che concorrono a far diventare qualcuno un bubbo vengono ascritte nella categoria generale di bubbità, per cui bubbo diventa anche un aggettivo. La goffaggine unita alla tenerezza e a quel cocktail di qualità che chi vive con un animale conosce, questo è bubbità, per cui se voglio dire che qualcuno possiede queste caratteristiche dico semplicemente “è bubbo”.

E adesso che sapete tutto avete due scelte: chiamare la neuro (o i GrammarNazi, fate voi), oppure cominciare a usare la parola bubbo pure voi!

Scritto il 7 agosto 2009.

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Assestamenti

La vita ricomincia a scorrere normalmente. Con delle piccole, apprezzabili, differenze.

La mattina le ciotole da riempire sono tre. L’acqua finisce più rapidamente. Il letto è diventato un po’ più piccolo. Però. Adesso ci sono più coccole per tutti; Algernon, come ogni cucciolo, è meglio della tv, specialmente nei suoi momenti goffi; ultimo, ma più importante, Leto e Minerva sono tornati cuccioli a loro volta. Agguati, rincorse e per poi farsi il solletico, i due cani che, insospettabilmente delicati, giocano col gatto e si fanno zampettare il muso.

Non ci può essere nulla di meglio, per noi, di questo chilo e mezzo di felicità aggiuntiva.

Ovviamente, a tutti i giocattoli Algernon preferisce: una cerniera che tintinna, una scatola di cartone e, comprensibilmente, Leto e Minerva. Specialmente la coda di Minerva:

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Scritto il 28 luglio 2009.

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Ecco a voi… Algernon!

Algernon

Lui è Algernon, il nuovo bubbo di casa. Ha circa 70 giorni, somiglia a un soriano o, al più, a un europeo, e la sua vita per ora si compone di poche, semplici attività: sveglia, cibo, gioco, cibo, sonno, cibo. Ovviamente accompagnate da coccole in quantità.

L’integrazione è perfetta, lui, Leto e Minerva vanno d’amore e d’accordo; non si tratta di semplice tolleranza: giocano insieme, si coccolano, i due grandi gli permettono di tanto in tanto di rubare dalle loro ciotole.

Certo che abbiamo una famiglia davvero multietnica, qui!

Scritto il 25 luglio 2009.

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Aggiornamenti su Ga(tto!)

Ga è qui esattamente da 48 ore. Sembra che ci stiamo assestando. Mangia, beve, sa dov’è la lettiera. E i bubbi? Eccovi la risposta:

Leto, Ga(tto!) e Minerva

Scritto il 20 luglio 2009.

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Lilia

LiliaI bubbi hanno una loro rete di amicizie, altri cani con cui si ritrovano con piacere, con cui giocano e si divertono. Pallina, Attila, Ciccia, per citarne qualcuno. Ma fra i fondamentali c’è un nuovo arrivo, la cuginetta acquisita, Lilia, un minibobtail a giudicare dall’aspetto e dalla conformazione.

Lilia è un meticcio come Leto – con cui da piccola aveva una straordinaria somiglianza – e Minerva, adottata dalla mia amica Chiara attraverso la sezione catanese della Lega Nazionale per la Difesa del Cane ormai sette mesi fa. Momento in cui la suddetta palletta di pelo è entrata capitombolando nella sua vita e cambiandogliela per sempre.

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Scritto il 15 luglio 2009.

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