Canili | Cani da cuccia

Cibo avanzato per i canili

Che si fa di tutti i pasti che le mense, scolastiche e non, preparano ogni giorno? Beh, consumismo vuole che si getti tutto, anche se – sfruttando la legge 179 del luglio 2002 (Art. 23) – potrebbero essere destinati alle “strutture di ricovero di animali di affezione”: canili e rifugi, per farla breve.

Raccolgo la notizia dal Resto del Carlino, di un politico di Imola, Marco Parenti, che si sta battendo per questo e mi chiedo perché non ci sia un’adeguata pubblicità della cosa: moltissime associazioni potrebbero richiedere alle loro AUSL di appartenenza l’autorizzazione al recupero dei pasti, avendo così un supporto concreto a un’attività che si basa quasi sempre solo sul volontariato.

Lo spreco quotidiano di cibo è impressionante, dai mercati fino alle mense: cominciare a recuperare non è solo un nostro diritto ma un dovere morale, circondati di opulenza come siamo. E questo non è che uno dei tanti modi possibili.

Abbaiato il 27 gennaio 2010.

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Cani di Cicerale da adottare

Qualche giorno fa ho segnalato la situazione del canile-lager di Cicerale. Adesso è necessario trovar loro una famiglia, quindi casa e affetto.I cani di cicerale

Non starò qui a dirvi quanto abbiano sofferto e quanto abbiano bisogno di aiuto, le cronache parlano da sé. Vi ricordo invece che se anche sono stati maltrattati hanno sempre fiducia e amore verso l’uomo e che hanno tanto affetto da donare alla persona che vorrà aprir loro le porte del suo cuore.

Abbaiato il 11 febbraio 2009.

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Max, il cane stambecco

Riporto senza modifiche l’appello dell’OIPA di Pavia:

max-stambeccoMax…. Più che un cane si direbbe uno stambecco per la voglia che ha di uscire da quel box.
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Abbaiato il 05 febbraio 2009.

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Sterilizzazione

Leto e MinervaIo sono favorevole alla sterilizzazione dei nostri piccoli amici adottati. So che questo mi attirerà molte critiche, ma voglio condividere con voi il motivo per cui sono giunta a questa conclusione.

Io ho due cani adottelli (come amo chiamarli). Leto e Minerva sono arrivati in casa in tempi diversi,  sono due orgogliosi e stupendi meticci, diversissimi tra loro e unici. Dai nomi già si capisce che sono un maschio ed una femmina.

Ora: io ho deciso di adottarli per pensare al loro benessere, perché penso che una casa ed una famiglia siano meglio della strada e/o di un canile. Ma esiste un problema oggettivo di convivenza: non si può gestire una cucciolata ogni 6 mesi, fa anche male alla salute della cagnetta.

D’altro canto non si può nemmeno proibirgli sempre l’accoppiamento: si va incontro a gravidanze isteriche, mastiti, problemi di salute. Insomma, trovare il cane che depresso accudisce la ciabatta non è il massimo.

Al che ho deciso di informarmi presso i veterinari e presso la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, che, come intuibile dal nome, ha a cuore gli interessi dei cani e non dei padroni. Questo è quello che ho trovato:

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Abbaiato il 05 novembre 2008.

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Il canile di Trecastagni (Ct)

Stamattina di buon’ora sono andata, insieme a mio marito, a visitare il canile di Trecastagni, una struttura gestita da privati, appartenenti all’Associazione No-Profit Volontari della Croce Blu, che si occupano di dare un’accoglienza ai cani meno fortunati.

Nonostante la scarsità di mezzi a disposizione e i costi della struttura, che gravano interamente sulle spalle dei volontari, i vari recinti, spaziosi a sufficienza, sono puliti, riparati, con spazi per le “tane” di ogni ospite. Per ogni recinto ci sono uno, due o tre cani, a seconda dell’ampiezza e dell’indole di ognuno di loro, e in più hanno un’area dove scorrazzare, quando è possibile.

Questo non vuol dire però che il canile sia un buon posto per starci in permanenza. Per cui oggi ho scattato qualche foto dei cani che potrebbero andare in adozione. C’è tra loro solo un cucciolo, gli altri sono adulti, dai 2 ai 6 anni; so che i cuccioli fanno sicuramente più tenerezza, ma non è la tenerezza a dovervi muovere per adottare, quanto un sentimento di responsabilità.

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Abbaiato il 01 novembre 2008.

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Un altro girone dell’inferno – Aragona (AG)

Ci sarebbe piaciuto iniziare con allegria e gioia il blog, ma purtroppo le emergenze sono sempre in agguato. Riporto quindi una notizia così come mi è stata inviata qualche giorno fa, a proposito dei cani di Aragona e dei volontari che li seguono.

Ninfa Gueli, quasi ottantenne, malata di cancro, indigente, non molto istruita, mantiene in qualche modo, con la sola forza dell’amore e della disperazione, un centinaio di cani, per i quali ha patito tutto: fame, derisione ed è stata addirittura internata dopo il folle intento di darsi fuoco per attirare l’attenzione sui cani che tenta disperatamente quanto follemente di strappare dalla malvagità.

Racconta di aver chiesto aiuto per i cani, non soldi, solo cibo e cure , ma le hanno risposto che la soluzione era il veleno, gustose polpette avvelenate e il problema sarebbe stato risolto. L’ultimo Sindaco, che ha promesso cibo per loro, sfugge sogghignando: “ma quali cani?!” . Loro sono NIENTE. E IL NIENTE non si cura, non si sfama, non si salva, non esiste! .
E c’e’ una legge…?!

Ombre di cani che attendono la morte tra eternit, tappetti di zecche grandi come acini d’uva, topi, inedia, malattie e litigi per un tocco di pane, qualcuno ringhiava, qualcuno scappava attaccandosi alla rete per scomparire, qualcuno si faceva pipì sotto, e qualche scheletrino paradossalmente non voleva cibo ma solo coccole.

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Abbaiato il 21 settembre 2008.

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